Poi ci hanno portato sul retro. Abbiamo fatto il giro e ci hanno mostrato quel piccolo… com’è che lo chiamavano? Gazebo. Non ne avevo mai visto uno prima. Era in un campo, sotto degli alberi. Aveva il tetto a punta. Ma la vernice era tutta scrostata e i gradini erano invasi dalle erbacce. La donna diceva che anni prima, quando noi non eravamo neanche nati, dei musicisti andavano fin laggiù a suonare la domenica. Lei, il marito, gli amici e i vicini si sedevano lì con i loro vestiti buoni ad ascoltare la musica e a bere limonata. Allora ho avuto come un lampo, non so come altro chiamarlo.  Ho guardato quella signora e il marito e ho pensato: Un giorno anche noi saremo vecchi come loro. Vecchi, ma pieni di dignità, sai, proprio come loro. E ci ameremo sempre di più, ci prenderemo cura l’uno dell’altra, e i nipotini ci verranno a trovare. Cose così. Ricordo che tu portavi un paio di jeans tagliati corti, quel giorno, e ricordo pure di essere rimasta lì incantata a guardare quel gazebo, a pensare a quei musicisti, quando a un tratto mi sono caduti gli occhi sulle tue gambe nude. E così tra me e me ho pensato: Amerò quelle gambe anche quando saranno vecchie e scarne e con i peli tutti bianchi. Le amerò anche allora, ho pensato, e saranno ancora le mie gambe. Capisci cosa voglio dire? Duane?

Ci hanno pure invitato a tornare, ma naturalmente non ci siamo più andati. Sono morti, ormai, devono essere per forza morti. Noi, invece, eccoci qua. Però adesso so una cosa che allora non sapevo. Altroché se la so! E’ meglio, no, che non si sappia cosa accadrà nel futuro? Insomma, eccoci qui in questa città tremenda, due persone che bevono troppo e gestiscono un motel con davanti una vecchia piscina sporca. E tu sei innamorato di un’altra. Duane, sono stata più vicina a te di chiunque altro su questa terra. Ora mi sembra di stare sulla croce.

Per un attimo non so che dire. Poi le faccio: – Holly, queste cose, un giorno, quando noi saremo vecchi, e noi invecchieremo insieme, ce le ricorderemo, vedrai, e diremo: <<Te lo ricordi quel motel con la piscina che faceva schifo?>>, e poi scoppieremo a ridere per tutte le mattate che abbiamo fatto. Vedrai. Andrà tutto bene. Holly?

Ma Holly se ne sta lì, seduta sul letto col bicchiere vuoto, e non fa altro che guardarmi. Poi scuote la testa. Lei sa.

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